Il numero 3, il ritmo e la vita: il viaggio di una danzatrice tra tap dance, mondo e identità
Il numero 3 è un’origine, un simbolo e una direzione. È armonia e movimento, presente in molte culture e tradizioni: dalle Moire di Esiodo alle Grazie del Botticelli, fino alla Trimurti indiana e alla Trinità cristiana e copta etiope. Tre come equilibrio perfetto tra inizio, sviluppo e trasformazione.
Per me, il 3 è anche identità. È dentro il mio nome, nel mio modo di osservare il mondo, nel ritmo che guida ogni scelta. È il giorno in cui sono nata, in pieno gennaio, sotto il segno del Capricorno: solitario, determinato, inarrestabile. Un segno che costruisce vette che diventano sempre nuove partenze.
3 come TAP
Tre lettere che diventano un linguaggio.
T come Tempo
Il tempo della danza, delle terzine, della tecnica e del viaggio. Il tempo come misura e come libertà. Il tempo che si rompe e si ricompone a ogni passo.
A come Acciaio
Autodisciplina, amore e asseta di conoscenza. Ma anche resilienza. L’idea che ogni esperienza, dolce o difficile, diventi materiale creativo.
P come Piedi
Percussione, presenza, palcoscenico. Ma anche peso e consapevolezza. Perché ogni passo è una scelta: sul palco come nella vita.
Tap Dance, Tip Tap, e il linguaggio del ritmo
Dico tap dance e spesso non mi capiscono.
Dico tip tap e tutto diventa immediatamente chiaro: musica, eleganza, energia, memoria, tradizione e futuro.
La tap dance è un linguaggio universale che attraversa confini e città. Si studia nei grandi centri del mondo, da New York a Barcellona, ma anche nei luoghi più inattesi: su palcoscenici improvvisati, strade, viaggi e paesaggi che diventano scena.
Perché improvvisare, in fondo, è una forma di verità.
Il viaggio come movimento
Viaggiare non è solo spostarsi. È un modo di pensare.
I viaggi più intensi possono durare pochi minuti e lasciare trasformazioni profonde, come accade quando ci si trova improvvisamente dentro una cerimonia taoista a Melaka o davanti a un luogo sacro come il Golden Temple di Amritsar, dove il suono diventa preghiera.
La musica è sempre presente: nel cajón, nel canto, nel ritmo interno che guida ogni esperienza.
Tra contrasti e immaginazione
La vita è fatta di contrasti: ordine e caos, dolce e piccante, silenzio e rumore.
C’è spazio per il cinema e per i sogni, per Mary Poppins e per le ombre di Arancia Meccanica, per la leggerezza e per l’intensità.
Ci sono animali reali e immaginari, città e foreste, musei e mostri di bravura. Tutto diventa parte di uno stesso movimento.
Una sola direzione: il ritmo
Alla fine, tutto torna lì: al ritmo.
Ai passi che costruiscono percorsi.
Alla danza che diventa linguaggio.
Alla tap dance come forma di espressione, identità e libertà.
Perché non è solo una disciplina.
È un modo di stare nel mondo, con il corpo, con la mente e con il suono dei propri passi.